Biografia

 

Sierra Leone, 2022

Fotografa, reporter, documentarista, Monika Bulaj lavora sui confini delle fedi e luoghi sacri condivisi, minoranze e popoli nomadi a rischio,  in Eurasia, Africa, nei Caraibi e Sud America. Pubblica con Granta Magazine, La Repubblica, Corriere della Sera, Gazeta Wyborcza, Revue XXI, Internazionale, Geo, Courier International, National Geographic, Time, The New York Times, The Guardian.

Ha studiato filologia all’Università di Varsavia, e seguito corsi di antropologia, antico ebraico, storia, storia d’arte, teatro di ricerca e danza. Parla italiano, polacco, francese, inglese, tedesco, russo, spagnolo, studia portoghese e farsi.

 

Ha scritto e interpretato in teatri e università europei e americani: Dove gli dei si parlano, Broken Songlines, Sacro in figura, Lontano da dove, La notte di Kabul, Geografie invisibili, Aure, Sacred Crossings – narrazioni teatrali “performing reportage”, con le sue fotografie, film, storie.

Ha diretto il film documentario “Figli di Noè”e firmato la sceneggiatura di “Romani Rat”, su Porrajmos, “il grande divoratore” in lingua romaní.

Ha pubblicato libri di reportage letterario e fotografico, con Electa, Contrasto, National Geographic, Alinari, Skira, Frassinelli, Feltrinelli, Bruno Mondadori.

Svolge una costante attività didattica e curatoriale, e ha prodotto un centinaio di mostre fotografiche tra l’Europa, New York e Il Cairo. «Il mio obiettivo – ha asserito in occasione della TED Global Fellowship 2011 – è quello di mostrare le luci nascoste dietro il sipario del grande gioco, i piccoli mondi ignorati dai media e dai profeti di un conflitto globale».

Ha ricevuto diversi premi per la fotografia e il reportage letterario. Nel 2014 le è stato consegnato il Premio Nazionale “Nonviolenza”, con questa motivazione: “per la sua attività di fotografa, reporter e documentarista, capace di mettere in luce l’umanità esistente nei confini più nascosti eppure evidenti della terra, di far vedere la guerra attraverso le sue conseguenze, di indagare l’animo dell’Uomo, la sua ansia di religiosità, di tenerezza e di dignità. Monika Bulaj rende visibile l’invisibile, attraverso l’esplorazione dell’animo delle persone, creando con l’immagine, l’unità dell’umano.”

 

CONTATTI

Assignments, lectio magistralis e conferenze accademiche, mostre, spettacoli performing reportage, didattica e curatela, fine art prints: monikabulaj(at)gmail.com

 

LIBRI

• Where Gods Whisper/Dove gli dei si parlano(Contrasto, Italy 2017, in English and Italian) esaurito

• Nur. Zapiski afgańskie/Nur. Afghan Notes(National Geographic, Poland 2017)

• Nur. La luce nascosta dell’Afghanistan/Nur.The Hidden Light of Afghanistan (Electa Mondadori, Italy 2013)esaurito

• Genti di Dio. Viaggio nell’altra Europa/People of God, a Travel into Another Europe (Postcart, Italy 2012) esaurito

• Boży ludzie. Podróż po kres Europy/People of God, a Travel into Another Europe (BOSZ, Poland 2009)

• Genti di Dio. Viaggio nell’altra Europa/People of God, a Travel into Another Europe (Frassinelli, Italy 2008) esaurito

•Rebecca e la pioggia/Rebecca and the Rain (Frassinelli Italy 2007) esaurito

• Figli di Noè/Sons of Noah (Frassinelli Italy 2006) esaurito

• Gerusalemme perduta/Jerusalem Lost, with Paolo Rumiz (Frassinelli Italy 2005) esaurito

• Women, stories (AlinariItaly 2004) esaurito

• Libya Felix (Bruno Mondadori 2002) esaurito

e altri libri e cataloghi

 

PREMI

• The Leica International Society grant winner, USA – Ireland 2022

• Premio Montale Fuori di Casa, Sezione Giornalismo Fotografico, Italy 2022

• Nomination for the Luxembourg Art Price 2021

• Nomination for National Geographic Society’s Storytelling Fellowship, USA 2020

•Travel grant from Pulitzer Center on Crisis Reporting, USA 2019

•Virginia Quarterly Review Prize for Photography, USA 2019

• Leonian Award/ W. Eugene Smith grant in Humanistic Photography, USA 2018

• Nomination for the Prix Carmignac ‘The Amazon’, France 2018

• Nomination for Award ANI – PixPalace, France 2016

• Nomination for Visa d’Or Daily Press, France 2015

• The National Non Violence Award, Italy 2014

• Catchlight, the honourable mention in the Professional Category, Usa 2014

• Premio Città di Trieste al Reportage, Italy 2012

• Tomizza award, Italy 2012

• Nomination for Beata Pawlak Award, Poland 2011

• Lucchetta Grant, Italy 2011

• TEDGlobal Fellowship, USA 2011

• The Aftermath Project Grant Winner, USA 2010

• Bruce Chatwin Special Award for Photography “Absolute Eyes”, Italy 2009

• Premio Gelmi de Caporiacco, Italy 2009

• Grant in Visual Arts sponsored by the European Association for Jewish Culture 2005

 

TEARSHEETS

 

MOSTRE PRINCIPALI

2022: Broken Songlines, Festival Fotografico Europeo, Busto Arsizio, Italy

2022: In the shadow of the Baobab. Emergency and the beauty of the care. Milan, Venice and Padova: IMP-Festival -International Months of Photojournalism, Italy

2021: Broken Songlines,Festival Fotografica, Bergamo, Italy

2020: Broken Songlines, Festival Isole che Parlano, Palau, Sardegna, Italy.

2019: Broken Songlines, Festival della Fotografia Etica, Lodi, Italy.

2018: Nur. Afghan Diaries, Ancona Photo Festival, Italy.

2017: Sacred Crossings, Centre Européen de Création et de Production, France. Nur. Afghan Diaries, Reggia of Colorno and Exhibition for Emergency, Brescia, Italy. Eyes on Main Street, Wilson Outdoor Photo Festival, USA.

2016: Nur. Afghan Diaries, ANI Pixpalace Award, Paris. Sacred Crossings, The Grotowski Institute, Wrocław. Nur. Afghan Diaries, Lugano, Switzerland.

2015: Where Gods Whisper, Milano Bookcity, Italy. Haiti of the Souls, Visa Pour l’Image, Perpignan, France.

2013: Auras, Assisi, Italy. Nur. The hidden light of Afghanistan, Paris.

2012: Target Afghanistan, the land beyond the war, Palazzo delle Esposizioni, Rome. People of God, Balkan and Caucasian Observatory, Trento. Nur. Afghan Diaries, Il salone degli Incanti, Trieste. Auras, Festival on The Move, Cortona, Italy. Gens du Dieu, Le voyage en Autre Europe, San Malò, France. People of God, Festival Poiesis, Fabriano, Italy. The meaning of life, Palazzo delle Esposizioni, Roma, National Geographic Italia. Through Our Lens: Photographers Reflect on Empowerment, 25 Central Park West Gallery, New York.

2011: Nur, Officine Fotografiche, Rome. Auras, Venice. Russia 2009, Saint Petersburg. Nur, Palazzo Ducale, Venice. Room 16: “Religions in Trieste” Centre de Cultura Contemporània de Barcelona, Barcelona.

2010: Auras, Villa Pomata, Sardinia, Italy.

2009: Auras, Castello di Otranto, Italy. Vertical Europe, Palazzo Ducale, Genoa. Elia’s Journey, Festival della Storia, Gorizia. The Reverse Gerund, Rubiera, Italy. Elia’s Journey, Jewish Museum, Trieste. People of God, Katholische Akademie in Bayern, Munchen, Germany.

2008: People of God, Galleria BelVedere, Milan. Auras, Sama Khana, Cairo, Egypt. Rebecca and the rain, Antichi Chiostri, Turin. Auras, Palazzo Blumenstihl-Istituto Polacco, Rome. Auras, ex Monastero dei Benedettini, Catania, Italy.

2007: People of God, World Social Agenda, Bolzano. Rebecca and the Rain, Verona and Genoa. People of God, Centro Candiani, Venice; Biblioteca Classense, Ravenna; Palazzo Ducale, Genoa. Rebecca and the Rain, Basilica di S. Petronio, Bologna.

2006: Sons of Noah, Porta Sant’Agostino, Bergamo. People of God, Palazzo Geremia, Trento.

2005: Women, stories, Palazzo Medici Riccardi, Florence. People of God, Italian Institute of Culture, Colonia. People of God, Asti. People of God, Museo Civico, Reggio Emilia. The Return on the Don, Strehler Theatre, Milan. Le ha ma la ya, Rome. People of God, Remembrance Day, Milan.

2004: People of God, Galleria Nazionale d’Umbria, Perugia. People of God, Teatro Sociale, Bergamo. Menschen Gottes, Langer Foundation, Bolzano. People of God, Europe and the Balkans International Network University of Bologna, Forlì. People of God, Polish Institute, Sofia, Bulgaria.

2003: People of God, Polish Institute, Budapest, Hungary.

2002: People of God, Polish Institute, Rome. Martinka gipsy and other stories, Turin.

 


 

«Una notte, in una taverna, Ling si trovò come compagno di tavola Wang-Fô. Il vecchio aveva bevuto per mettersi in condizione di dipingere meglio un ubriaco; teneva la testa piegata da un lato come se si sforzasse di migliorare la distanza posta tra la sua mano e la tazza. L’alcol di riso scoglieva la lingua di quell’artigiano taciturno, e quella sera Wang parlava come se il silenzio fosse un muro, e le parole fossero colori destinati a ricoprirlo. Grazie a lui, Ling scoprì la bellezza delle facce dei bevitori sfumate dal vapore delle bevande calde, lo splendore bruno delle carni inegualmente lambite dal linguaggio del fuoco, e lo squisito rosato delle macchie di vino sparse sulle tovaglie come petali appassiti. Il vento irruppe di colpo dalla finestra; un rovescio di pioggia entrò nella camera. Wang-Fô si curvo per far ammirare a Ling la zebratura livida del lampo, e Ling, meravigliato, smise di aver paura del temporale».

“Marguerite Yourcenar, Come Wang-Fô fu salvato, Novelle orientali, trad. dal francese di M. Spaziani, BUR.